All’estero: come essere educati dall’Australia all’Argentina

Il bon-ton nei Paesi più lontani, per chi ha la fortuna di visitarli da più che turista, può lasciare spiazzati. In Australia, per esempio, ciò che da noi è estremamente informale è regola di galateo: può capitare di essere invitati ad un “barbie” (grigliata) ed allora si dovrà comunque arrivare con proprie bevande e cibo, da condividere con gli altri ospiti ed i padroni di casa.

Non solo tra familiari e amici, ma praticamente sempre, perché è uso far così anche nelle occasioni un po’ più ufficiali. L’afternoon tea, di britannica memoria, è in realtà una merenda sinoria in piena regola: dalle 18 alle 20 è un pasto completo, mentre dopo le 22 si può far cena anche solo con qualche dolcetto ed una bevanda calda. In linea di massima, gli australiani amano la “condivisione”: anche al pub, piuttosto che bersi una birra pagando alla romana e facendo pessima figura, è consigliabile che ogni “commensale” ora un giro a tutti gli altri. Cambiando continente e passando al Sud America, i tempi si dilatano ancora di più, forse in memoria della dominazione spagnola. Sia in Brasile che in Argentina, è buona educazione arrivare in ritardo sull’orario stimato, soprattutto se si tratta di un ritrovo informale o un party con molte persone. Sul lavoro, soprattutto in ambiente internazionale, valgono ovviamente le regole universali del rispetto per il prossimo, ma sarà difficile tra gruppi di amici trovare chi spacchi il secondo senza essere guardato in modo strano. O più semplicemente senza che poi il puntuale debba aspettare un bel po’ che arrivino gli altri.

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