All’estero: come essere educati in Giappone

Mangiare in pubblico è un trampolino di lancio sia per essere catalogati come cafoni che come veri gentleman non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Continuando il viaggio tra le tradizioni ed il Galateo delle diverse culture, il Giappone è tra quelli che offrono maggiori spunti e curiosità.

Paese di rituali antichi e di grande formalismo, la grande isola asiatica che ci si trovi al ristorante o invitati a cena a casa di locali, prevede che vengano offerte salviette umide calde prima del pasto. Servono a sciacquarsi le mani, perché andare in bagno è ritenuto scortesia, e non devono essere utilizzate né per umettarsi la fronte, né ovviamente per soffiarsi il naso. Quando si continua il pasto, è necessario saper usare le famose bacchette: tanto che sia per i cinesi che per i nipponici, già dal Medioevo, il mondo si distingueva tra persone civili, che mangiano appunto con le bacchette, semi-civili, che mangiano con le posate, e barbare, che mangiano con le mani. Esiste tuttavia un’eccezione, la più famosa come cucina orientale e la più diffusa, che è il sushi, un antico “finger food” che si può mangiare con le mani. Anche le zuppe hanno le loro regole, diverse da quelle occidentali: i pezzi solidi vanno presi con le bacchette e poi la parte liquida si beve direttamente dalla ciotola, senza l’ausilio di cucchiai. Solo in Cina e Taiwan le bacchette possono essere usate anche come stuzzicadenti, mentre la pratica di fare rumori sgradevoli mentre si mangia (“slurping”) conferma allo chef il gradimento di un piatto.

Lascia un commento