L’infradito: mai in città se non è ai tropici

L’estate è foriera di malcostume quando, in città, spuntano le prime persone con le infradito. Una questione di civiltà spesso sottovalutata, che porta tra viali e controviali un accessorio di abbigliamento che dovrebbe essere relegato alle spiagge tropicali, o al massimo ai luoghi limitrofi alle località balneari. Eppure, che si stia in centro o in 

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Che cos’è il name dropping. E perché proprio non va.

«L’altro giorno ero con il principe Harry e stavo parlando di name dropping. Lui è inglese, per cui sa cosa vuol dire, e me l’ha spiegato: si tratta di inserire nelle proprie conversazioni il riferimento a personaggi famosi, vippame vario, per lasciar intuire di avere amici “importanti” ed influenti».

Sui “dipendenti pubblici”: l’elogio della divisa

Scrivo in risposta ad un lettore e caro amico, che mi fa notare: «credo potrebbe essere uno spunto interessante parlare del sempre meno rispettato decoro, anche e soprattutto in caso di abbigliamento, sul posto di lavoro, in particolare negli uffici pubblici. Per varie questioni nell’ultimo periodo mi sono trovato a frequentare abbastanza assiduamente gli uffici 

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La trascuratezza nel vestire è un suicidio morale

Torno brevemente sulla ratio di questo blog, perché c’è una sola frase che ne riassume il senso futuro, in quanto a contenuti su dresscode, eleganza e affini. Intanto, l’eleganza (dal latino “elìgere” = scegliere) affascina scrittori e pensatori di tutti i tempi e torna d’attualità in tempi di decadenza come questi. Se ne sento il bisogno 

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Bambini: trattare con cautela

Ci sono cose difficilmente tollerabili, nel quieto vivere di una persona tranquilla e normale che cerca di godersi la propria vita: sono i bambini altrui, soprattutto “nei tavoli vicini”, e principalmente due ulteriori fenomeni ad essi legati. Questo articolo è una pura e semplice invettiva, di quelle fatte perché chi vive gli stessi traumi possa sentirsi 

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Reggia di Caserta – L’Italia che non ci piace

Purtroppo nel recensire non si può sempre dir bene e la regola di parlare solo quando c’è qualcosa di piacevole da dire non vale se si tiene un blog. Così, mi tocca scrivere una sorta di lettera aperta piena di indignazione e orgoglio ferito, dopo un’attesissima gita alla famosa Reggia di Caserta. Leggete se volete 

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