Lo stile militare

Eleganza e stile militare sono due mondi che molto spesso possono sovrapporsi, ma altrettanto spesso fare a pugni.

Perché, innanzitutto, bisogna intendersi su cosa si intenda per “stile militare”. Gli stilisti modaioli di mezzo mondo, infatti, ripropongono periodicamente interpretazioni molto poco classiche, e molto kitsch, di quello che per loro è il militaresco, inserendo fantasie camouflage ovunque possano, dalle scarpe alle cravatte, dalle camicie agli abiti completi. Ecco, in quel caso, l’eleganza non c’entra proprio nulla. Ben diverso è, invece, chi sa apprezzare il rigoroso fascino della divisa ed importarlo sull’outfit quotidiano, o delle grandi occasioni: così le linee rigorose di un ussaro ottocentesco possono infilarsi tra i tagli di una giacca un po’ più stretta in vita, o di una camicia col colletto un po’ più rigido ed alto della media. L’aspetto che ne consegue non è necessariamente marziale, ma senz’altro dignitoso ed austero. Lo stesso vale per gli abbinamenti cromatici: l’autunno invoglia all’utilizzo di marroni, verdoni, tinte sabbia o cachi, sfumature e nuance che ricordano la terra, le foglie secche ed il sottobosco ebbro di funghi e vita. Tali colori, in realtà, richiamano direttamente le più classiche delle textures mimetiche, quelle usate dai soldati della Seconda Guerra Mondiale o di tutte le guerre che si sono combattute sulla terra ferma a climi normali. Sono casi in cui il camouflage può trovare un posticino, almeno simbolico, nel gusto dell’uomo elegante, ma sono gli unici.

Niente reinterpretazioni bizzarre (per esempio macchie fucsia e grigie, o anche solo mimetiche dedicate a scenari bellici alpini o aeronautici, con blu, grigi e azzurri mescolati), niente preponderanza di elementi così pasticciati, al massimo qualche minimo dettaglio. Ed invece, sempre a piene mani, ci si può concedere il lusso di fare l’occhiolino ai soprabiti solenni ed eleganti dell’Armata Rossa, che chiunque abbia visto “Caccia a Ottobre Rosso” non può che ricordare con una scintilla nello sguardo, oppure alle giacche scure abbinate a pantaloni chiarissimi, in giochi di spezzato arditi quanto efficaci. Certo, non ci si potrà mai avvicinare all’eleganza di francesi ed austriaci del XIX secolo, ma ci si può sempre ricordare che la cravatta, così come si intende oggi, nacque proprio in contesto militare, così come le fantasie reggimentali o i Tartan scozzesi

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