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E’ sempre questione di allenamento

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Allenamento… Oggi sono un po’ così. In fondo, se non fosse un periodo confuso, non cercherei chiarezza ed un po’ di solitudine.

Ieri sera, passeggiando in città ho respirato un fondo dell’aria frizzante, ho guardato il cielo ed ho pensato che in quel momento avevo già lo spirito del cammino: quell’approccio contemplativo in cui ciò che ti circonda ti fluisce dentro, attraverso ogni senso. Nuvole in cielo, contrasti della controra tra luce ancora quasi diurna ed edifici in ombra, profumo d’ozono e carezza di brezza: poi, un istante dopo, si sono accesi i lampioni e s’è rotto l’incanto…

Torino - Piazza Carlina

…E così ricomincia il mio personalissimo secondo count-down pre-partenza (il primo terminava il 25 luglio, ma è stato sopraffatto dagli eventi). Il weekend alle porte sarà il momento di tirare le fila del discorso, riempire lo zaino e fare il classico salto da Decatlon per tutto quel che manca. Confesso di essere un po’ emozionato (e chiunque mi passi attorno in questo periodo se ne accorge, con quanto rompo su ‘sto viaggio neanche fossero “sette anni in Tibet”) ed impaziente: non cambierà nulla, ma non ho mai avuto così tanto tempo per star da solo con il mio cervello. Ci piaceremo?

C’è di sicuro che, poco fa, bevendo un gin tonic con un 78enne, mi sono sentito citare Longanesi con una bella frase, auspicabile quasi come epitaffio: “Voglio che quando la Morte arriverà, mi trovi vivo“. Direi che anche questo è lo spirito, ed è questo l’allenamento di cui ho bisogno non per il cammino, ma per quando tornerò.

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