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Giovanni Vagnone

4 days ago

Giovanni Vagnone
Due cose: ma davvero ci stiamo convincendo del dramma del calo demografico e dell’impoverimento della popolazione? Lo leggo da tutte le parti.Cioè, un secolo fa c’erano 1,6 miliardi di persone (anche se il periodo d’oro era il 1400 con 350 milioni: si stava comodi e non si rischiava l’estinzione per qualsiasi raffreddore come qualche secolo prima). Oggi siamo sopra gli 8 miliardi.I poveri assoluti nel 1820 erano il 94% dell'umanità. Nel 1980 il 42%, nel 2015 il 10%. Ora, non voglio fare l’ottimista, perché i super ricchi che guadagnano ogni giorno più di una nazione un po’ inquietano anche me, ma per tutti quelli che volevano una redistribuzione della ricchezza… beh, col capitalismo avete vinto. E il problema semmai è che siamo troppi, e con pretese troppo alte. Questi discorsi poi vanno bene se ci si chiude in un’ottica nazionalista, quindi ci si concentra - ad esempio - sull’Italia. Ma di solito li fa chi è paladino della globalizzazione più sfrenata: per questo li trovo una idiosincrasia. ... See MoreSee Less

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Giovanni Vagnone

2 weeks ago

Giovanni Vagnone
Cercavo la foto giusta, e grazie a Trump l'ho trovata, per augurarvi un sereno e pacifico 2026. E se non avete visto questo film, recuperatelo, è sempre più di stretta attualità 🖤 ... See MoreSee Less

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Giovanni Vagnone

2 weeks ago

Giovanni Vagnone
Ecco una cosa che non avevo notato nel suo insieme, anche se il nome “Palantir” l’ho sempre notato e trovato strano. Anche la Tecnocrazia che mi sdubbia da tempo e per cui mi chiedo che rivoluzione ci sarà (e quando le ghigliottine torneranno a tintinnare, quale sarà il loro rumore?) ha aspetti affascinanti… ... See MoreSee Less

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Giovanni Vagnone

7 months ago

Giovanni Vagnone
Come i più arguti ed attenti avranno notato, ormai sui social non posto - personalmente - quasi più nulla. Dopo un precoce interesse per l'intelligenza artificiale ho lasciato ad altri la gloria di autoproclamarsene guru o esperti: continuo ad approfondirla, ma resto umile. Sulla geopolitica o sulla politica interna ormai non dico più nulla: non perché non voglia espormi, ma perché mi sono reso conto di avere occhiali fuori fuoco, e quindi di non riuscire più a leggere tra le righe. Privatamente uso Meta per archiviare foto di qualche viaggio, della mia vocazione tradizionalista (il locus amoenus fisico contro l'impero digitale), e a volte avrei anche voglia di raccontare progetti o fatti miei, poi mi rendo sempre più conto del fatto che - fondamentalmente - non ho una risposta alla domanda: "perché dovrebbe interessare a qualcuno?". Quindi i miei social sono attualmente frequentati come le urne di un referendum abrogativo. ... See MoreSee Less
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Giovanni Vagnone

10 months ago

Giovanni Vagnone
La situazione geopolitica attuale mi affascina sempre più. Su rearm Europe non ho molto da eccepire, anche se non capisco perché ci si basi sull'assunto che la Russia prima o poi invada l'Europa, e ci si debba strutturare per una difesa solida, quando avrebbe logicamente senso che se la Russia volesse invadere l'Europa, lo starebbe facendo quando questa è ancora indifesa, orfana dell'ombrello statunitense, divisa e dubbiosa, e con le industrie automotive ancora allo sbando e non riadattate a fabbriche di armamenti. Non ho da eccepire perché è un ottimo modo di creare ricchezza con la produzione, riconvertendo filiere, salvando occupazione e poi, alla lunga, meglio vedersi come superpotenza che come continente decaduto. Poi c'è Trump. Ma poi, soprattutto, ci sono i miei amati tecnocrati: Bezos, Zuckerberg ed il fantomatico Musk. Quelli che hanno bypassato gli stati e hanno creato una nuova categoria sociale, che indirizza addirittura l'evoluzione della nostra specie: non sono imperatori, non sono latifondisti o ricchi finanzieri. Sono una cosa nuova, che fa parte della geopolitica ma tutti fanno finta che no (tranne un po' con Musk, perché lui ci va più diretto con satelliti e connettività globale). E sono solo un sintomo di una rivoluzione più grande, fatta di computer quantistici e intelligenza artificiale. È tutto molto interessante, peccato che ci morirà tanta gente, prima di uscire da una fase di transizione che è sicuramente molto più rapida e frenetica di quanto non ci stiamo rendendo conto. ... See MoreSee Less
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